And the winner is: 5 aprile (ultima parte)

(Continua da qui e qui)

Eravamo rimasti che il tizio in Segreteria mi tirava fuori problemi dal cilindro, con noncuranza della mia condizione psicofisica di donna che alle ora 17:00 non aveva ancora dormito né mangiato.

Nell’ordine, dopo i tre esami che secondo lui non rientravano tra quelli previsti, ha estratto dal cilindro due more non pagate del 2010 (e vabbè, le pagherò, ci sono problemi se le pago ora? No, nessun problema), un esame di cinema che secondo lui era extra ed invece era previsto, una dichiarazione da far firmare al Presidente del Corso di Laurea…

Passato indenne (‘nsomma) l’amanuense circense della Segreteria, stremata, mi dirigo verso il Mc. Infatti la sera prima, ascoltando le mie amiche mi ero preparata del riso in bianco (fatti il riso in bianco che quando sei stressata lo stomaco è la prima cosa). Ma il mio corpo non è abituato a cose sane, quindi il giorno dopo ho fatto bis di Mcdonald’s, per ripristinare la flora/fauna intestinale.

Mi chiama l’uomo e mi dice: mi raggiungi? Certo tesoro, io con la giornatina che ho alle spalle non vedo l’ora di farmi più di un’ora di treno per raggiungerti, tra l’altro davanti a cesareragazzi arancione (tipo col capello fluente probabilmente maniaco delle lampade).

Mi viene a prendere, mi dice: visto che sei stanca andiamo al ristorante dei miei amici così non ci mettiamo a cucinare ed andiamo a letto presto.


Ceniamo, uomo si alza e va a pagare (sì, buongiorno, sono una donna, mi piace che l’uomo ci tenga a farmi presente che il potere economico sia dalla sua parte e lo usi per farmi la ruota di pavone, e poi io ero stanca) e… non torna più.

Dopo circa dieci minuti di assenza suona il telefono.

E’ mamma, mi chiede della tesi, ha la voce un po’ strana.

Chiedo: mamma, va tutto bene?

Eh, mi dice, papà ha avuto un incidente.

Come?

Sì, papà è caduto, ha battuto la testa, è stato in coma due giorni, ora si sta riprendendo, non ti abbiamo detto niente fino ad oggi per non farti agitare visto che avevi la tesi da fare.

Dopo una telefonata di quaranta minuti che mi rimette al mio posto nel mondo (ci preoccupiamo di stress, di segreterie, di incapaci, di fogli da stampare, e potremmo perdere quello che abbiamo di più prezioso da un momento all’altro, non sono il centro del mondo, non devo dimenticarmene), ci salutiamo, tanto sarei salita a casa il giorno dopo.

Spengo il telefono, piango un po’.

E’ passata circa un’ora e di questo non c’è traccia. 

Un’ora in cui magari un po’ di conforto non mi sarebbe venuto male.


Mi alzo, chiedo al sommelier, e lui: Uh, sì, entra pure in cucina LO TROVI LA’!!!

Come sarebbe a dire???

Entro in cucina e lo trovo là, ad intrattenere il cuoco, la cuoca, gli aiutanti… là in mezzo, a fare un comizio tutto a gesti (sì, è un uomo del Sud).

Lo incenerisco, torno al mio posto.

Torna dopo un (altro) po’.

Usciamo.

LO MANGIO VIVO.

 

Tutto questo per dire che io finora ero convinta che il mio giorno sfortunato fosse il 21 agosto (data di nascita di un paio di amori finiti molto male, anniversario di un amore finito malissimo, giorno in cui un amore mi abbandonò facendomi piangere lacrime che neanche sapevo di avere in terra straniera, giorno in cui succede sempre qualcosa di brutto…) ma da quest’anno il posto è stato preso dal 5 aprile. 

 

(Ovviamente poi sono arrivata a casa e la prof mi aveva scritto che le conclusioni non andavano bene).

Annunci

2 pensieri su “And the winner is: 5 aprile (ultima parte)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...