Disadattati, how to.

Volevo dire una cosa: voi che vi leggete i fumetti, voi che vi sapete a memoria le battute dei film vietnamiti degli anni ’60, voi che vi siete appassionati di cultura yemenita, voi che avete un blog* e non lo dite a nessuno, voi che parlate sette lingue e cercate lavori in Laos, voi siete dei disadattati.

Non è per forza una cosa brutta, ma è che (siamo) siete così.

Non succede niente, nessuno vi caccia fuori dal mondo, avete la vostra dimensione e grazie a internet potete conoscere altri (tanti, cento, mille!) disadattati come (e più) di voi.

Ma c’è un ma: poi però non venite a pretendere di essere trattati da comuni mortali e di avere relazioni da comuni mortali.

Avete voluto essere dei disadattati fin dal liceo perché nessuno vi capiva e vi siete cercata la vostra nicchia di competenza, passioni e conoscenza in cui nessuno ne sa più di voi.

Benissimo.

Poi non venite a lamentarvi che non avete storie normali, che non conoscete gente normale e che i pazzi toccano solo a voi.

Siete dei disadattati, come dicono gli inglesi, deal with it.

 

*(Ebbene sì, la lettura come autocritica è autorizzata)

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4 pensieri su “Disadattati, how to.

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