Fiori rosa, fiori di pesco (?)

In questo posto incantato dove si ride, ci si bacia e si fa l’amore al momento mi trovo per scrivere la tesi, fuori dalla finestra c’è un pesco in fiore (i fiori rosa sono dei peschi vero? O dei mandorli? Boh), ed un ulivo con dei rami bellissimi dalle foglioline brillanti.

Fuori, appunto, così come fuori ci sono Beirut, Tel Aviv, Petra, Sana’a, Essaouira, Baku e Yerevan (ebbene sì, sto compilando una lista dei posti che voglio andare a vedere appena finita la tesi).

Mentre dentro, dentro ci sono delle pagine bianche che scorrono lente (lentissime) e che parlano di linguistica nel modo più divertente che mi potesse venire (cioè un filino meno barbose della barba che c’è di solito).

Mi viene in mente un amico di papà, che ogni volta che lo vede gli fa, con amabile lungimiranza: “Comunque vada non ne usciremo vivi”.

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