Uomini che amano troppo

Ero sul treno del ritorno, a fianco a me c’erano questi due ragazzi, mi hanno fatto simpatia.

Lui dall’accento romagnolo, ogni tanto parlava in inglese e non lo parlava male. Lei di una bellezza delicata e curata, lunghi capelli neri, guance e sguardo un po’ da bambina.

Lui le parlava, le dava i buffetti sulle guance, e sia che le parlasse dei posto dove stavano andando sia che le raccontasse dell’ultimo esame di radiologia, lo capivi benissimo: lui la adorava.

Non era solo innamorato, non era solo cotto, la adorava.

Aveva quello sguardo, quello sguardo che hanno gli uomini quando stanno con te e sono convinti di aver vinto all’enalotto. Quel modo di fare degli uomini che ti tengono con due mani e non con una sola perchè non si capacitano che tu abbia scelto di stare proprio con loro.

Stavo tornando da casa mia, e mi sono tornati in mente i miei genitori. Mio padre ha quello sguardo quando parla di mamma. Non conta niente il fatto che sia da trentatrè anni che sono sposati, da trentacinque che stanno assieme, papà quando guarda mamma, quando parla di mamma lo vedi che ha vinto all’enalotto.

Ed è sempre stato così, ed io ne sono contenta.

Quando sento i miei amici figli di genitori separati o divorziati parlare dell’altro genitore che non c’è o che se n’è andato o che s’è risposato, io mi sento un po’ in colpa.

Perché a casa mia c’è sempre stato un uomo innamorato.

E mia mamma? Mia mamma quando si è fidanzata con papà (che allora il fidanzamento era una cosa seria, con papà che andava a casa di nonno a dire “senta…”) era stupenda. Io vedo le foto e dico “però”. Qualche anno fa, uscivo con uno (spoiler: siamo stati assieme più di tre anni) ed era qualche mese, lui non aveva ancora conosciuto i miei, e mi stava salutando sotto casa.

Senza sapere che noi fossimo fuori, mamma è uscita per sistemare qualcosa in giardino, credo, o per portare fuori qualcosa. Non aspettandosi di trovarci lì, era vestita “da casa”: maglione rosso, pantaloni forse della tuta, struccata, capelli raccolti.

Ci ha salutato di sfuggita, un po’ imbarazzata ed è rientrata subito.

Lui si è girato verso di me e mi ha detto “però! Che bella mamma”.

Posso immaginarmi come dovesse essere a vent’anni agli occhi di papà: meravigliosa.

Ed ora papà la considera ancora meravigliosa. E non smette di considerarsi uno che ha vinto all’enalotto (quando ero piccola, le discussioni finivano sempre con mamma che, scherzando, diceva “varda che mì ghe n’aveo nà còa da quà fin là” – guarda che io avevo una coda (di ammiratori) da qua fino a là-) , per san valentino le ha regalato un mazzone di rose rosse, la porta fuori a cena in continuazione, ogni volta che facciamo la spesa o che viene a trovare uno di noi figli e per qualche ragione la mamma non c’è lui inizia “e allora alla mamma cosa possiamo portare”, e ogni giorno quando torna dal giretto “pane e giornale” puoi essere sicura che c’è un pensierino per mamma.

Il fatto è che questo amore che papà versa ininterrottamente su mamma, ha finito per viziarla.

Mamma sa che con papà l’ha sempre vinta lei, che le discussioni non sono mai vere discussioni, che papà è troppo innamorato.

Per me questa è l’unica chiave interpretativa per le relazioni, per gli uomini. Senza scomodare Freud, io questo è l’amore che ho sempre avuto davanti. Per me è semplicemente impensabile, inconcepibile, un uomo che non chiama, che non è galante, che non ti guarda con quello sguardo di adorazione.

Però ci sono dei rischi. Con un uomo che ti guarda come se avesse vinto all’enalotto viene naturale essere capricciose, un po’ per gioco, un po’ per metterlo alla prova.

Io ho paura di finire come mamma, che non sa più distinguere tra quello che è legittimo chiedere e quello che è solo adorazione.

E’ un rischio, però,che voglio correre.

Perché svegliarsi con un uomo che ti guarda come se avesse vinto all’enalotto, che ti prende per mano e invece di una ne usa due, per paura che tu, fragile, cada, che ti apre la porta della macchina, che ti ama, che ti adora, è impagabile. Io non lo cambierei per nessuna delle vostre storie “sane” in cui ci si odia, ci si fa male e non ci si ama mai.

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3 pensieri su “Uomini che amano troppo

  1. lafiammiferaia ha detto:

    Credo che quel rischio, quello di cui parli tu, sia proprio un bel rischio e vorrei tanto correrlo io, perché sarebbe proprio bello trovare un uomo che ti guarda con gli occhi a cuoricino per tutta la vita. 🙂

    Mi piace

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