Le cose facili

Ecco, c’erano tre cose che volevo dire: le donne che non sono solo fighe o solo intelligenti (con buona pace degli altri), gli uomini che amano troppo le donne (che invece generalmente non ri-amano così tanto) e la terza cosa è questa delle cose facili.

Non è una triologia, mi sono venute in mente e avevo bisogno di dedicarci un po’ di tempo.

L’altra sera, guardavo Sanremo mentre l’uomo cercava di farmi desistere dal mio obiettivo (guardare Sanremo per cinque ore consecutive) facendomi ascoltare altra buona musica italiana. (Sentito? Ecco, benvenuti)

In un momento in cui Gianni s’impappinava o faceva una televendita ho cambiato canale. E stavano trasmettendo questo.

E’ meraviglioso, non l’avevo mai visto.

Parentesi personale.

Io non sono di quelle fighette che vedono tutto Tarantino, che non vedono l’ora ci sia un film d’azione/terrore/pulp/sangue/guerra per sentirsi fighe.

Io no. Io mi impressiono e non ci dormo la notte.

E la mia soglia, già molto bassa, non ha fatto che abbassarsi col tempo, e con l’aumentare della mia capacità di controllo su telecomando/computer etc.

A tredic’anni non ho dormito ed ho avuto la febbre per la scena dei corpi ghiacciati… in quale film?

In Titanic.

Ecco, non lo dico volentieri, ma è così. Non ho dormito.

Per Titanic.

Una dovrebbe vergognarsi.

Sì, sempre che la stessa non fosse poi uscita perchè troppo terrorizzata dalla sala del cinema a sedic’anni dove trasmettevano…

Jurassic park 2.

Una può sempre superare se stessa in quanto a vergogna.

E quindi, consapevole, non vado al cinema se c’è un film dove qualcuno muore, non vedo film alla televisione dove muoia qualcuno, dove ci sia del sangue, dove ci siano scene di suspence eccessiva, o cambio canale, o esco, o, chiudo gli occhi fortissimo finchè non passa.

L’altra sera ho cambiato canale durante Sanremo, c’era una programmazione per famiglie in tutte le reti, trovo un cartone animato e boh, mi rilasso.

Mai più.

Il film sarà pure bellissimo ma io sono rimasta impressionata e continuavo a nascondere la testa sotto la coperta e a chiedere sconvolta: “ma queste cose le fanno davvero vedere ai bambini!?”

Allora c’ho riflettuto su.

Forse in questi anni mi sono costruita un mondo così favoloso che anche le favole adesso mi spaventano.

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