Pa’ mi casa

La consistenza, del freddo.

La consistenza, dei palazzi, dell’acqua del fiume, delle case,d ei balconi, delle terrazze, del cameriere che spunta dalla porta, dei marciapiedi troppo stretti.

La consistenza che ha l’Italia, una notte d’inverno, mentre si cammina piano, imbacuccati in una sciarpa, con il naso che affonda ed i pensieri che volano.

La consistenza delle cose vere, in Italia, dei bicchieri che puoi tenere in mano, delle persone che puoi abbracciare, dei piumoni che puoi stringere, delle braccia che puoi agguantare.

La consistenza che qui, per fortuna o per scherzo, sono.

Sono consistente anche io, qui.

Ogni volta che vado all’estero è come se mi alleggerissi ma anche perdessi di consistenza.

La vera, reale, sana consistenza ce l’ho qui, dove non tutto è come vorrei, ma posso prenderlo in mano, e, se non lo cambio, è solo colpa mia.

La bellezza solida dell’Italia, è la consistenza di cui hanno bisogno le mie gambe ed i miei pensieri. Le percezioni dalle mani spariranno, l’aver tenuto qualcuno forte non conterà più nulla.

Ma gli inverni, a camminare sola nelle piazze che amo con i palazzi che amo, con il cielo che riconosco, con i ponti che amo, con i pensieri che si placano, con la sciarpa che mi scalda, quello per me è un momento solido, che ha una tale consistenza che esiste ora ed è per sempre.

Italia, non potrei amarti più di così.

 

 

*Titolo di questa canzone qui

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