¿Quién llenarà de primaveras este enero?

Ecco cosa succede.

Mi sento come quando mi piacevano tantissimo i Bluvertigo, avevo forse tredic’anni e ne avevo parlato con la mia amichetta, di un anno più grande, che poi si era messa con uno e di nascosto dai suoi era andata al concerto, spacciandosi per grande fan  e nel giro di pochissimo mi trattava con supponenza perché lei era una vera fan ed io no.

O come quando mi piaceva tantissimo il mio vicino di casa, era una divinità in caschetto castano ed occhi verdi, fin dalle elementari ero persa e lui beh, era ovviamente il più figo della zona. Tutti lo sapevano, poi in seconda media era iniziato il tira e molla più lungo che io ricordi (più lungo di quelli di ora, e c’è da considerare che adesso gli anni valgono la metà di quello che valgono dai dodici ai sedic’anni) ci siamo messi assieme, m’aveva regalato una catenina con un cuoricino e io l’avevo mollato (non per la catenina, ma ora che penso effettivamente…) perché mi era improvvisamente piaciuto un altro (che manco mi calcolava) e non me l’ero più sentita di stare con lui, lui s’era disperato ed era andato a buttare i petardi (i petardi! LoL!) sotto casa dell’altro, e poi l’aveva preso a pugni (uahahah, le risse che scatenavo a dodic’anni non ne parliamo! Uahahah, che petite femme fatale, proprio!) ed io avevo passato dei mesi a correre dietro all’altro (che continuava a non calcolarmi), poi mi ero ripresa e avevo iniziato a ri-correre dietro al vicino di casa, che però nel frattempo si era fidanzato (sì, i fidanzamenti a quindic’anni, presente?) ma poi l’aveva tradita (sì, i tradimenti a quindic’anni, presente? Un bacio dato al parco) con me e l’aveva lasciata, ma non ci eravamo rimessi assieme, io soffrivo, lui non si capiva cosa voleva, e lo stuolo che gli andava dietro certo non aiutava, si era ri-fidanzato (con un’altra) ed io a struggermi, e poi  un bel giorno l’aveva tradita con me (sì, un altro bacio dato di nascosto, che ci dobbiamo fare, avevo tredic’anni) ma lui non si decideva, io mi struggevo, l’aveva lasciata, lui s’era rifidanzato (con un’altra ancora) e poi di nuovo era venuto da me, bacio, tradimento, mollata, altro giro altra corsa, di cui risparmio i dettagli visto che a questo punto si possono facilmente intuire. Per tutto il tempo dello struggimento mi confidavo a calde lacrime con l’amichetta (di cui sopra).

L’amichetta una sera d’estate (mentre io piangevo nella mia cameretta, non ero uscita quella sera) per dimenticare un amore infelice decise di portarsi nel boschetto proprio lui.

Ecco, questo è lo stato d’animo che ho ora.

L’amichetta non è più (come si può facilmente comprendere) l’amichetta del cuore, ma uno dei tanti contatti di facebook che col tempo ho sentito sempre meno.

Da allora però sono stata affiancata da altre persone che di simile alla tale amichetta avevano molto. Persone che tendono al prosciugamento degli altri per poi risputarli fuori una volta succhiata tutta la linfa.

Solo che adesso sono grande, non posso scappare, andando a fare un’altra scuola superiore, l’università lontano, andando all’estero. (Anche perché a quanto pare queste persone sono abbonate a venirmi a scovare ovunque io vada)

Quindi come si fa?

*Il titolo del post non c’entra niente, è il verso di una canzone che mi fa sempre emozionare, per non parlare di questa versione, che stavo ascoltando mentre scrivevo, e poi è ancora gennaio, quindi, ecco, c’entra. Punto.

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