Camminavo sul marciapiede.
L’asfalto era morbido morbido, i piedi affondavano dolcemente.
Ad ogni passo era piu’ faticoso alzarli che farli scivolare.
L’asfalto era sempre piu’ morbido, sempre piu’ soffice, i piedi scendevano sempre di piu’.
Anche il resto scendeva. Io camminavo, nell’asfalto blu, i polpacci erano dentro.
Camminavo, con i miei fogli nell’avambraccio destro.
Camminavo, ed ero alle ginocchia, l’asfalto blu, bellissimo e scintillante, sempre piu’ morbido, sempre piu’ avvolgente.
Camminavo, allo stesso passo, con la stessa velocita’, ed avevo l’asfalto in vita. Sempre piu’ giu’, piu’ giu’.
Camminavo, ed anche l’ultima punta dei capelli era stata sommersa. Ed io camminavo.
E nessuno di quelli che calpestavano il marciapiede sopra di me mi aiutavano.
Nessuno sopra di me, sapeva.

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