Allora, domani iniziano i cinque giorni piu’ caldi dell’anno.
Sono cinque giorni in cui dovro’ prendere un po’ di treni ( ma da queste parti ci piace essere preparati e abbiamo fatto il training ieri: viaggiando per un totale di cinque ore per trecento km, con *capotreni* che mi chiedevano se la stazioncina appenninica d’arrivo scritta sul biglietto: 1) esistesse 2) dove fosse) fare parecchie facce da (ricordiamo il proposito 2011 no parolacce per tutto l’anno) ehm… da… ehm… da *tostapane* (ricordiamo la prova oscar di dicembre davanti ad una prof mai vista prima in vita mia “Professoressa, io questo esame l’ho amato, l’ho -scandendo bene – A M A T O!!!” applausi, the winner is, commozione forzata, trenta e lode, grazie arrivederci), accettare qualsiasi (ribadisco: qualsiasi, nel caso mi prendesse un guizzo d’autostima, dovro’ soffocarlo immediatamente) voto (superiore al diciotto, ovviamente, ma se si puo’ accettare il diciassette, firmo pure quello), ringraziare compitamente, stringere mani, arrivedergliela, e attendere lunedi’ pomeriggio.
L’apnea finira’ lunedi’ pomeriggio.
Per prepararmi bene ovviamente mi sto dedicando all’arte e alla disciplina: gonfio moke ( ma non vanno mai bene: per la mamma nordica sono troppo, per l’uomo del Sud, troppo poco, e andatevene un po’ -plin! Sono il proposito 2011!- a farvi friggere), faccio incubi ( stanotte papa’ mi voleva avvelenare con venti bicchieri di latte e veleno) e scrivo post sul blog.
Spero che se un giorno iniziero’ ad insegnare (di questo passo, piu’ o meno quando saranno nati i figli dei figli dei miei figli) i miei studenti non apprendano da me l’arte della preparazione degli esami (meglio conosciuta come: se hai tutta l’estate per prepararti, perche’ non ridurti gli ultimi venti giorni a fare un tour de mort tra quaranta libri? Eh?).
Insomma, questa e’ una facolta’ durissima.
Ed io che pensavo che per laurearsi a Linguistica applicata e sperimentale bastasse pagare le tasse. Se sapevo che bisognava anche studiare non mi iscrivevo mica.
Nella prossima vita m’iscrivo a scienze della comunicazione ( e no, non e’ la stessa cosa, nel caso ve lo stiate chiedendo).
Ah, e nella prossima vita magari quando ho finito gli esami del piano di studio, non mi metto a farne altri quarantacinque *tanto per essere sicura d’avere accesso alle classi di concorso* tanto lo so che l’unico modo che avro’ per entrare nella scuola pubblica sara’ spaccarmi una gamba e fare la bidella entrando nelle quote del personale ata per invalidita’.
Anzi, forse sono ancora in tempo per questa vita: se non passo Lingua e letteratura latina, letteratura italiana moderna e contemporanea e storia romana, cerco volontari per spaccarmi una gamba, pregasi riservatezza.
A presto.
(Spero)

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3 pensieri su “

  1. ryuko ha detto:

    Pure io studio linguistica, pure io mi sto complicando la vita facendo esami per classi di concorso alle quali comunque non accederò mai (dentro e fuori il piano di studi), pure io pensavo di fumarmi questa magistrale e invece, porcalamiseria.

    Solidarietà.

    Mi piace

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