Ce l’ho con

Ce l’ho con:
– chi ti scrive (senza conoscerti) e ti chiede informazioni sulla Turchia, gliele dai e manco grazie

– chi ti scrive (senza conoscerti) e ti chiede informazioni sulla Spagna, gliele dai e manco grazie. Anzi, ti chiedono pure dei fantomatici contatti

– chi pensa che se hai dei fantomatici contatti proprio a loro glieli debba dare (che sono degli sconosciuti)

– chi che quando vai in tutta umiltà a chiedere se per favore ti può far fare la tesi, ti risponde non ce la faccio

– chi quando chiedi un programma da concordare nella loro materia, da non frequentante, fuori piano, solo per la gloria sulla Turchia e l’inquinamento (sapendo che il prof in questione si occupa di inquinamento) ti dice io no mi atterrei a problematiche di un Paese specifico

– chi non risponde buongiorno dall’altra parte dello sportello (in un posto pubblico quindi pagato anche con le mie, tue sue nostre vostre loro tasse) quando io mi rivolgo cordialmente con un buongiorno sorridendo

– chi decide di spostare la data dell’esame senza avvertire nessuno, senza mettere avvisi on line ma semplicemente cambiando la data nella pagina dell’esame, così, tranquillamente, ieri c’era scritto 7 oggi c’è scritto 8, perchè? Problemi?

– chi pensa che sia una buona scelta quella di iscriversi a Lettere, ed oggi intralciava il passaggio nel chiostro della facoltà sperando di essere ricevuto da un cretino del Punto Orientamento Matricole

– chi fa il cretino del Punto Orientamento Matricole, che alla mia richiesta (la settimana in cui mi immatricolai, otto anni or sono) del numero di corsi da seguire mi disse: ma quanti ne vuoi fare??? Se ne fai tre a quadrimestre d’esami va già più che bene! Imbecille, tu e chi ti ha messo lì senza un’adeguata conoscenza del mondo del lavoro e del mondo in generale, ma a una che c’abbia un minimo di voglia di studiare devi dirle: fanne il più possibile, laureati il prima possibile, che è una giungla lì fuori, più giovane e preparato sei, meglio è

– chi ha deciso di chiudere la Segreteria studenti stamattina, proprio quando ci dovevo andare io

– chi ha deciso che in questo Paese valgono di più i titoli che le esperienze

– chi ha deciso di aprire corsi di Laurea che non c’entrano nulla con il mondo del lavoro, illudendo i giovani buttando fumo negli occhi di maturati e famiglie orgogliose

– chi fa i corsi a pagamento di Insegnamento dell’italiano a stranieri in scuole dove alla fine del corso non ti assumeranno mai

– chi ha scritto quel manifesto nel chiostro di Lettere dove si dice che noi ci ribelleremo, ci ribelleremo sempre a questa Facoltà, fatta in un modo dove gli studenti si fermano il minimo indispensabile e poi scappano via ma idiota! ma per fortuna, anzi, magari si fermassero di meno, troverebbero un lavoro prima

– chi guarda dall’alto in basso la donna delle pulizie che fa una battuta entrando a pulire, ma cosa credi? Che tu avrai un lavoro migliore con il tuo Ariosto o il tuo Leopardi sotto braccio?

– chi pensa che basti andare all’estero (fumoso e fantomatico Paese dei Balocchi) per avere una casa, un lavoro a tempo indeterminato e riconoscimenti: beh, sei un imbecille, e se sei un imbecille in Italia, quando capirai abbastanza della lingua prescelta, comprenderai che ti diranno sei un imbecille anche lì

– chi si rassegna, si deprime e si lamenta senza darsi mai da fare

– me oggi, ce l’ho anche con me, che con questo qualunquismo lagnoso mi sembro la tipica italiana

Autore: virginiamanda

Arrivata per ultima in una famiglia dove il regalo più frequente è una valigia, si ritrova con tutti i difetti della figlia minore (ehi! Guardatemi! Sono qui! Sono divertente anche! Sto su un piede solo! Guardatemi!) più tutti i difetti della vagabonda (ma in quale casa avrò lasciato quella valigia/quei libri/quei vestiti/questi stivali). Pur essendo veneta non è leghista, pur avendo fatto il classico non sa il greco, pur avendo fatto l'università non sa ancora scrivere correttamente, pur avendo un papà che legge il Giornale non è berlusconiana, pur avendo lavorato al check-in di un aeroporto non ha ancora imparato a non farsi sgamare con i kg di troppo in valigia, pur avendo preso parecchi treni ed aerei non ha ancora imparato a non perderli, pur avendo traslocato almeno trenta volte non ha ancora imparato a farsi una valigia essenziale, pur amando viaggiare non ha ancora imparato a guidare, pur avendo avuto "varie" storie sentimentali continua a dire: è la prima volta che sono così cotta/perduta/innamorata. Spera di re-incarnarsi un giorno in Amanda Lear e/o in Shakira

1 thought on “Ce l’ho con”

  1. Io mi sento di sottoscrivere in pieno il tuo post.
    E non si tratta di essere lagnose qualunquiste italiane.

    Si tratta piuttosto del fatto di essere stufi.

    E bisogna arrivare ad essere stufi.

    Io all'estero ci sono stata per quasi 8 anni e sono tornata in Italia per amore. Lo rifarei mille volte ma davvero mi rendo conto sempre di più dei limiti del nostro paese.

    Si arriva spesso al punto di essere stufi per cambiare le cose.

    "l'opposizione è quando io mi impegno a far sì che quello che mi piace on succeda più".

    Frase appuntata sul mio msn, sul mio skype e su tutti quei luoghi-non-luoghi che mi ricordano ogni giorno chi sono e perché sono.

    Buona giornata😉
     

    Giovy (sempre io, l'anonima che splinder non fa registrare)
     

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