Se l’assistente lo fai tu (petizione per l’autovalutazione agli esami universitari)

(Mi scuso per l’assenza degli a capo, con sto’ coso non so come si facciano, ma d’altra parte, chi si aspetta da me di saper usare un oggetto elettronico: io ho fatto Lettere.)

– Buongiorno

– Buongiorno, Lei che programma porta? (Lei?! Amore, ma lo vedi che abbiamo la stessa età?)

– Porto “Il paesaggio nella narrativa del secondo Novecento”, questo (gli metto davanti il programma, un listone di diciassette libri tra romanzi, poesie e noiosissime critiche, Pratolini, Dessi’, Calvino, Buzzati, Tabucchi, Sciascia, Caproni, Zanzotto, Del Giudice…)

– Cosa mi porta di Pratolini?

Blatero un po’ sulle Ragazze di San Frediano, blablablabla

– Ma Lei non e’ di Firenze, forse Lei non sa COSA sia San Frediano…

(Ma come ti permetti? Ma non si vede che non c’ho diciott’anni? Ma non si vede che sarò si e no al quindicesimo anno fuoricorso? Ma secondo te, pezzo di pirla, anche se non sapessi minimamente COSA fosse San Frediano, non mi sarei documentata almeno per leggere il romanzo?! Rispondo quindi nell’unico modo possibile)

– C’HO ABITATO.

– (Deglutisce, cambia discorso) Ma la guerra il protagonista del Deserto dei Tartari la fa?

(Incasso l’aggancio pietoso e parto) La vorrebbe tanto fare, blablablablabla(ad un certo punto dico:) nonostante i critici spesso vedano la conclusione con l’uscita dalla Fortezza, bisognerebbe invece considerare che il libro non finisce lì…

– Ma LEI E’ D’ACCORDO?

– Con la Morte no, non sono d’accordo, ma se intende la conclusione del libro o la critica posso darle la mia opinione.

[Ride]

– Blablablablabla

– Ma, parlando di morte, chi è che si è fatto dare gli occhiali in punto di morte?

– (Mi viene da ridere, e’ una candid camera? No, cioè, spiegatemi, questo ha davanti una lista su praticamente tutto il meglio del nostro Novecento, potrebbe chiedermi qualsiasi e dico qualsiasi cosa, e mi viene a chiedere un aneddoto sulla morte di Pessoa? Dai amore mio, l’aggancio per Tabucchi lo potevi anche trovare in un altro modo… dai, per piazere an)
Blatero un po’ su Pessoa, Tabucchi, blablabla, ad un certo punto dico: – […] Lisbona…

– Ma Lei c’è stata a Lisbona?

(Ma l’esame e’ sulla Letteratura Italiana o sulla capacità di sopportare quest’assistente?) (Stiamo al gioco, magari davvero sono su Scherzi a Parte, che ne sai…)
Si, ci sono stata.

– E Le e’ piaciuta?

– (Mi correggo: non sono a Scherzi a Parte, sono a Turisti per caso)
(Teniamo il gioco, vah) Si, molto, mi ricorda molto Venezia…

– Davvero? Perchè sa, sono stato per la prima volta a Lisbona quest’estate (e allora dillo prima che è perchè sei appena tornato dalle vacanze che non c’hai voglia di fare un c***o) e poi sono stato a Venezia, mi spieghi meglio…

– (Sia chiaro: a me parlare piace un sacco, parlare dei viaggi, tantissimo, esprimere le mie opinioni assolutamente inutili poi: m’inviti a nozze, ma porca vacca, solo a me sembra fuori luogo? Hai davanti un listone di libri e critiche, mi puoi fare il pelo ed il contropelo, mi vedi che non sono una pischellina di diciott’anni che si sieda tremante, capisci che ho una certa esperienza – vedi dal libretto che ho già finito tutti gli esami, vedi dalla mia data di nascita che sono almeno da due anni fuoricorso, sto facendo quest’esame in più, fuori piano di studi, vorrà dire che O MI SERVE O MI PIACE MOLTISSIMO LA MATERIA e tu che fai? Mi chiedi la mia opinione su Venezia, no vabbè.)

– Vede (ormai sto al gioco, che devo fare?) a me di Venezia ha sempre affascinato il degrado che la permea, come ogni cosa nuova diventi subito calpestata e vecchia, mi piace la Venezia calpestata, e questo stesso degrado l’ho ritrovato a permeare Lisbona…

– E questo degrado si può ritrovare nelle Città Invisibili di Calvino?

– (Ok, non ci sono piu’ dubbi, non so chi ti abbia messo li’, ma tu SEI UN CRETINO) Beh, più che degrado c’è l’infelicità, anche se (e qua c’ho messo come si dice dalla mie parti “la mia pezzetta”) una delle voci narranti è Marco Polo, che dice di ritrovare e ricercare Venezia in ogni città, quindi considerando la mia idea di Venezia…

[Ride]

– Blablablablabla…

– Ma Lei lo conosce Calvino?

– Di persona no ( vabbè amò, te la sei tirata dietro) comunque si blablablablabla

Si torna a Parlare di Tabucchi, Pessoa, eteronimi…

– Cosa vuol dire fare degli eteronimi, cioè, voglio dire, cosa significa quando hai degli eteronimi? (Ah! Passiamo al tu, eh?!)

– Beh, io non ne ho neanche uno, [ride] comunque eteronimia significa blablabla

– E Dessì, di dov’era?

– (Ripeto: puoi chiedermi QUALSIASI COSA su Dessi’ e che cosa mi chiedi? Dov’è nato?)
Vicino a Cagliari blablablabla

– Le dò ventotto.

E che fai? Rifiuti? No, prendi, e porti a casa.

E tra due settimane mi ri-tocca sto cretino qui, con il programma sulla poesia del Novecento.
Ero così svarionata stamattina dopo quest’esame (che è durato cinquanta minuti di domande cretine) che dopo essere stata in bagno, vestita etc etc mi sono accorta d’essermi dimenticata di lavarmi il viso. Per dire.

Autore: virginiamanda

Arrivata per ultima in una famiglia dove il regalo più frequente è una valigia, si ritrova con tutti i difetti della figlia minore (ehi! Guardatemi! Sono qui! Sono divertente anche! Sto su un piede solo! Guardatemi!) più tutti i difetti della vagabonda (ma in quale casa avrò lasciato quella valigia/quei libri/quei vestiti/questi stivali). Pur essendo veneta non è leghista, pur avendo fatto il classico non sa il greco, pur avendo fatto l'università non sa ancora scrivere correttamente, pur avendo un papà che legge il Giornale non è berlusconiana, pur avendo lavorato al check-in di un aeroporto non ha ancora imparato a non farsi sgamare con i kg di troppo in valigia, pur avendo preso parecchi treni ed aerei non ha ancora imparato a non perderli, pur avendo traslocato almeno trenta volte non ha ancora imparato a farsi una valigia essenziale, pur amando viaggiare non ha ancora imparato a guidare, pur avendo avuto "varie" storie sentimentali continua a dire: è la prima volta che sono così cotta/perduta/innamorata. Spera di re-incarnarsi un giorno in Amanda Lear e/o in Shakira

1 thought on “Se l’assistente lo fai tu (petizione per l’autovalutazione agli esami universitari)”

  1. Ho avuto un'esperienza simile al mio esame di storia medievale.

    L'avrei messa sotto la tipa che m'ha interrogata sulla parte istituzionale.

    Non so che cosa avrei dato per essere stata al suo posto e lei faceva un tal scempio della sua professione.
     

    Bleah…

    Giovy
     

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