Avevo sei anni credo, forse sette. Mi ero fatta male ad un braccio, ed ogni volta che cadevo si ripresentava il dolore. In veneto si dice insaccarse el brazo. Un giorno stiamo giocando ed io cado, metto a terra la mano del braccio incriminato ed ecco ripresentarsi le stelline e tutti i pianeti (sempre avuto un'altissima soglia di sopportazione io – per niente-) e dico all'animatrice "ho avuto una ricaduta", lei scoppia a ridere (studiava medicina) e mi dice "Le ricadute si hanno solo con le malattie".

Venerdì sera ci siamo presi qualche bicchiere freddo di plastica, e siamo tornati a casa, guardandoci sorpresi e toccandoci per vedere se fossimo reali. Quando tutti sono andati a dormire, in un abbraccio delicato è uscita una richiesta "dormi con me stanotte?" come se non ci fosse nient'altro da fare, come se fosse l'esito naturale. Naturale, insomma, visto che era passato per la request form, ma tant'è. La serata era stata delicata il giusto, gli sguardi affettuosi.

E' stato tenero, semplicemente dormire nello stesso letto, senza sfiorarci, senza cercare altre complicità, andate a quel Paese (la Baviera, nello specifico) verso marzo scorso. Una confidenza di gesti, di corpi e di consuetudini, guardandoci da due cuscini diversi, con i vestiti addosso.

E' stato emozionante, anche sentirgli dire "come sei bella", da una voce che non sembrava mentire, nonostante i capelli arruffati e le ciglia appiccicaticce.

Le ricadute si hanno solo con le malattie.

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