E' da quando sono tornata (16 giugno sera) che abito dai miei.
Casa mia è bellissima.
E' in mezzo al verde, adesso tutto è colorato, ci sono un sacco di alberelli che sono cresciuti e ci sono un sacco di fiori. Ho anche studiato fuori la settimana scorsa, e non me vede nessuno perchè il granturco è altissimo e perchè anche volendo… chi mi dovrebbe vedre?
Casa mia è immersa nella profondissima quiete, perchè i vicini sono a quasi un chilometro da una parte e quasi un chilometro dall'altra. La strada (poco trafficata, per giunta) è sul fiume, a trecento metri in linea d'aria, ma mezzo chilometro effettivo.
Io a casa mia, sto benissimo.
I miei fratelli non ci sono, mi allargo come mi pare e dopo anni passati a far incastrare i vestiti in armadi sempre troppo piccoli ed a impilare i libri uno sull'altro in scrivanie sempre troppo strette, è una liberazione.
Ho tre stanze solo per me (di cui una solo libreria), ho la libreria dei libri letti per piacere (in ordine di tempo), dei libri da leggere (in ordine di acquisto) e quella degli esami fatti (in ordine cronologico, il primo è filologia italiana, l'ultimo didattica della lingua italiana, e anche se questi sembrano centrare assicuro che in mezzo ci sono cose come letteratura ebraica, storia del linguaggio delle religioni e fenomenologia della patatina fritta – ok, l'ultimo no. Lo devo ancora dare).
La mia zona si compone di bagno, camera da letto, studio e vano libreria, per un totale di circa cinquanta metri quadri.
Io, nel caso non si fosse capito, a casa mia, sto da Dio.
Alla sera, vedo papà, facciamo le nostre discussioni filosofiche sul mondo e/o sulla politica e/o sull'Europa e/o sui miei fratelli, e poi andiamo a cena.
Da inizio giugno c'è anche una cagnolina nuova, Valentina (battezzata dal papà, è anche un nome decente se pensiamo che gli ultimi sono stati: Giorgina, Emma, Cirina, Noemi, Clemente, Tobia…) che ha tre mesi e quando studio sullo sdraio, infila il musetto nello spazio sotto al bracciolo e si appoggia su Apuleio. E mi guarda. Io blatero un po', le spiego quant'è difficile il latino, e lei se ne va, sgranocchiando una ciabatta. (La mia, ça va sans dire).
Da quando sono tornata (16 giugno sera) non sono praticamente mai uscita.
Ho aiutato una sera una mia amica che ha appena aperto un bar, sono andata a fare il trattamento di fine rapporto nella città ad adozione non continuata degli ultimi otto anni, ho preso uno spritz con Sorellondra ed i suoi amici, domenica scorsa.
Quando ho chiesto alla barista perchè ci fossero tutte quelle bandiere italiane in giro mi ha guardato come fossi un'aliena.
Le bandiere in Turchia sono ovunque, ma non mi aspettavo di vederle anche in Italia, scusatemi. Soprattutto in un posto dove la gente vota un partito secessionista, scusatemi.
Comunque, tornando a bomba (come si dice qui), io a casa mia, sto da Papa.
Studio, sto in mezzo alla natura, prendo il sole, mangio maiale, bevo del buon caffè, parlo con papà.
Non devo neanche pagare l'affitto.
E allora, dov'è il problema???
Il problema è che a casa mia ci abita mia madre.

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