Vabbè, una si distrae un attimo, e cosa succede in Madrepatria? La settimana dei festeggiamenti per i nostri 150 anni l'Italia che fa? Entra in guerra.
Come se negli ultimi 150 anni le fosse andato bene, ogni volta che c'è entrata.
Contro il logorio della vita moderna, allora facciamo una bella lista di pro e contro del vivere in Turchia so far.

PRO:
la gente è rispettosissima e attenta alle tue esigenze.
Hai fame? In quindici ti offriranno da mangiare, hai il raffreddore? Dovrai scansare dieci medicine che ti verranno offerte, devi andare a casa presto perchè il giorno dopo lavori? La grigliata delle nove di sera si sposta alle sei del pomeriggio, senza a nè bà.

i prezzi delle verdure, della frutta, dei formaggi…
Dal mercato sono tornata carica di tutto (tutto davvero: olive, formaggi, verdure di tutti i tipi, frutta, frutta secca…) e ho speso meno di dieci euro
– il dolmuş (si pronuncia dolmusc).
Una delle più grandi invenzioni della storia (dopo il bidet)! E' un taxi collettivo che fa percorsi fissi (per mia fortuna uno di questi passa davanti a casa mia e porta in centro) e costa pochissimo, meno di settanta centesimi, indipendentemente dal tratto coperto.
l'autorità sana di cui godono gli insegnanti.
Gli alunni ed i genitori li rispettano perchè capiscono il loro ruolo e gliene sono grati. Esiste addirittura il "giorno dell'insegnante" e tutti gli insegnanti ricevono dei fiori (nel mio caso almeno tre garofoni rossi, se lo sa papà fa un infarto)
– il nazionalismo.
Tutti amano la bandiera e sono orgogliosi della propria storia e letteratura. Tutti vuol dire senza distinzioni di appartenza politica. Lo Stato non è una cosa di destra, è di tutti e tutti ne sono fieri.Conoscono perfettamente l'inno e a scuola lo cantano ogni lunedì (alzabandiera) e ogni venerdì (ammainabandiera).
– sono forti.
la gente si fa ore ed ore di autobus ogni fine settimana per raggiungere i fidanzati, i genitori, i fratelli, il lavoro (le distanze sono una cosa inimmaginabile, per attraversare tutta la Turchia ci vogliono più di ventiquattrore in un autobus veloce). Senza mai lamentarsi. La mattina sono pimpantissimi. Le donne anziane trascinano sacchi stracolmi al mercato senza una smorfia.
– il.
Ovunque tu vada, dall'ufficio del preside al centralino telefonico al negozio dove ti fai la ricarica, se parli due secondi con il proprietario, ti viene offerto il tè. Rifiutare è scortese, quindi bevitelo. E poi è buono!
– i dolcetti.
Turkish delights li chiamano e non si possono descrivere. Boni boni boni boni e ancora boni.
– gli uomini: non ti guardano.

CONTRO:
– i prezzi di tutto il resto: dai detersivi alla cioccolata agli oggetti elettronici. Come in Europa o più che in Europa.
– i sanitari: assenza di bidet ma presenza di turca. Per fortuna il water è abbastanza diffuso…
– il sistema scolastico: i ragazzi devono superare un esame simile a quello di maturità, ma il cui risultato è determinante per entrare all'università. Non è come da noi. Qui ci sono quindici milioni di studenti e solo 400.000 posti all'università. I ragazzi dell'ultimo anno imparano solo a svolgere i test previsti dall'esame. Da marzo in poi smettono di studiare storia, geografia etc se sanno che non sono nel test finale.
– il nazionalismo: per me nata in Italia, dove la gente si fa la guerra tra Padova e Rovigo, tra Venezia e Padova, tra Verona e Vicenza, tra Ferrara e Rovigo, tra Veneto ed il resto, tra la Padania ed il resto, tra comune e comune, è semplicemente impossibile concepire il nazionalismo. Per la storia che abbiamo, per i nostri campanilismi, per le invidie mascherate e il parlarsi addosso, per le lotte politiche e le lotte intestine, vedere un popolo con bandiere ovunque è semplicemente impossibile da capire. Ma questa non è colpa della Turchia.
– il maiale: in un posto dove il 99% è mussulmano non ti puoi aspettare di trovare il maiale (declinato nelle forme: pancetta, prosciutto, bacon, salsiccia, salame etc etc). Per una veneta nata e cresciuta a pane e salame e con la cultura del majae non se butta via gniente è abbastanza dura. Diciamo pure molto dura.
– gli uomini: non ti guardano.

Per oggi direi che basta 🙂

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