Succede sempre così.
Mi rendo conto d'essere troppo accondiscendente, di tenere per me un sacco di pensieri, di essere silenziosa a volte, quando sto con te.
E allora quando ci ripenso dico di no, mi ripeto in testa quelle fandonie che dicono che la donna (ma chi poi? Chi? Se tutte quelle che conosco sono così diverse tra loro e pure da se stesse se prese in momenti ed in gruppi diversi? Cos'è questa donna che ultimamente hanno in mente i giornalisti o le opinioniste o le grandi scrittrici? Chi è? Io sono quello che mi hanno insegnato ma anche quello che ho capito da sola, ed anche i no che ho dovuto dirmi da sola, scuotendo la testa davanti a quello che mi avevano fatto credere che andasse bene per una donna e che però non andava bene per me) dovrebbe farsi desiderare, far sentire la propria mancanza.
Partono proprio così certe ore.
Io penso che forse ti sto dando troppo, lasciando prendere troppo spazio e allora, per punizione (mia o tua? chissà) mi metto a cercare lavori lontani.
Ma come, ho detto e ripetuto che sono contenta di non andare in America, ti ho fatto fare un sorriso e un vaffangulo così belli che mi si è fermato il cuore e le braccia da sole (lo giuro! Non stavo manovrando niente, il mio cervello stava ancora prendendo le misure del tuo sorriso in riunione con il bulbo oculare) ti si sono strette attorno, solo una settimana fa ed ora mi metto a mandare curriculum in Cile?
Lo so, è il mio modo di punirmi.
Mi sembra troppo bello averti vicino. Troppo liscio stare con te e non avere niente da ridire sui difetti dell'italiano medio che mi hanno sempre fatto inorridire.
Troppo anche le cose che fai perchè so che ti faceva piacere, ed ho paura che quando torno, a giugno, dovrò scontrarmi con la realtà di averti vicino sempre.
Non una volta al mese, non quando stai tre giorni ad Istanbul, non queste otto settimane a casa.
Ho paura. Di non essere all'altezza, di non essere adatta, di diventare ancora più malleabile e accondiscendente, di non farmi desiderare affatto, perchè anch'io sto bene e rendere difficili le cose semplici non ci riesco.
E allora via, a cercare lavori lontani, a pensare che magari guardando l'Oceano mi pentirò tutti i minuti, ma mi tornerà, lenta e rassicurante, alla mente la solita scusa: tanto, sono lontana.

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