Non hai niente per cui star male, si dice

 

Non hai niente per cui star male, si dice.

Perchè l’idea che se hai, se possiedi, stai bene.

Se in realtà non fosse esattamente così?

Anche quando si chiede che c’hai? per chiederti cos’è successo, e mille altre espressioni (hai qualcosa? hai la luna storta?) è come se tutto fosse ridotto a quelloc he le tue mani possono stringere.

Le mie mani al momento potrebbero virtualmente stringere un sacco di cose (ho -anche se per poco ancora- un lavoro, e mille altre cose) ma nella pratica non è nelle mie mani che voglio sentire qualcosa.

Ho la testa pesante.

Come se le informazioni non entrassero più, come se non ricordassi più niente. Come se però dalla nuca partissero i soliti comandi di default (devi essere brava, devi farcela, dai, smettila, fai, su).

M’è andato in cortocircuito il sistema, credo. E quando va in corto circuito a che serve dirgli: ma hai un sacco di cose belle.

Sai al sistema centrale cosa gliene frega?

Autore: virginiamanda

Arrivata per ultima in una famiglia dove il regalo più frequente è una valigia, si ritrova con tutti i difetti della figlia minore (ehi! Guardatemi! Sono qui! Sono divertente anche! Sto su un piede solo! Guardatemi!) più tutti i difetti della vagabonda (ma in quale casa avrò lasciato quella valigia/quei libri/quei vestiti/questi stivali). Pur essendo veneta non è leghista, pur avendo fatto il classico non sa il greco, pur avendo fatto l'università non sa ancora scrivere correttamente, pur avendo un papà che legge il Giornale non è berlusconiana, pur avendo lavorato al check-in di un aeroporto non ha ancora imparato a non farsi sgamare con i kg di troppo in valigia, pur avendo preso parecchi treni ed aerei non ha ancora imparato a non perderli, pur avendo traslocato almeno trenta volte non ha ancora imparato a farsi una valigia essenziale, pur amando viaggiare non ha ancora imparato a guidare, pur avendo avuto "varie" storie sentimentali continua a dire: è la prima volta che sono così cotta/perduta/innamorata. Spera di re-incarnarsi un giorno in Amanda Lear e/o in Shakira

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