Non hai niente per cui star male, si dice

 

Non hai niente per cui star male, si dice.

Perchè l’idea che se hai, se possiedi, stai bene.

Se in realtà non fosse esattamente così?

Anche quando si chiede che c’hai? per chiederti cos’è successo, e mille altre espressioni (hai qualcosa? hai la luna storta?) è come se tutto fosse ridotto a quelloc he le tue mani possono stringere.

Le mie mani al momento potrebbero virtualmente stringere un sacco di cose (ho -anche se per poco ancora- un lavoro, e mille altre cose) ma nella pratica non è nelle mie mani che voglio sentire qualcosa.

Ho la testa pesante.

Come se le informazioni non entrassero più, come se non ricordassi più niente. Come se però dalla nuca partissero i soliti comandi di default (devi essere brava, devi farcela, dai, smettila, fai, su).

M’è andato in cortocircuito il sistema, credo. E quando va in corto circuito a che serve dirgli: ma hai un sacco di cose belle.

Sai al sistema centrale cosa gliene frega?

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