Oggi parlerò di quel weekend in cui ho scoperto di essere diventata di destra.
Un amico mi dice che il gruppo di un suo amico viene a fare un concerto vicino a casa mia. La vicinanza è relativa, io ed il mio amico abitiamo (io a intervalli irregolari, lui da quando ci è nato, in una città a duecento km dalla casa dei miei genitori, dire che viene vicino a casa dei miei genitori, posto in cui sono confinata da cinque settimane, dovrebbe essere inteso nel raggio dei cinquanta/sessanta km, ed infatti, il posto era a cinquantasette km da casa dei miei).
Come molti (ma non tutti, e di sicuro nessuno al primo appuntamento) sanno io non guido. La patente l'ho vinta coi punti dell'ipermercato e l'unica volta in cui l'ho usata per lo scopo che aveva (quindi non come documento d'identità o per prendere un libro in consultazione) sono finita addosso ad un ponte.
Buonanima fidanzato che fu bueno martir, disse semplicemente: appena puoi accosta, e non mi fece mai più guidare la sua macchina. Anni dopo quella stessa macchina prese fuoco mentre stava guidando e il fu fidanzato fece appena in tempo ad uscire arraffando il portatile. Questo è per dire quello che succede a farmi guidare. Porta conseguenze anche molto posteriori.
Insomma, io non ci tengo a guidare ed i miei amici ancora meno di me a farmi guidare le loro vetture. Loro mi vengono a prendere, io pago una birra e vissero tutti felici e contenti.
Insomma, tornando a bomba, ovvero all'argomento principale, il mio amico mi dice che il concerto sarà in un Cpo. Per i poverini che si fossero appena sintonizzati in Italia -più o meno come me- il cpo non è il ciesseo, ovvero il centro sociale occupato dentro il quale facevano concerti e si ritrovavano quelli della mia età quand'avevo più o meno tredici-quattordic'anni, ebbene no, signori miei, il cipiò è il centro popolare occupato.
Beh dico tra me e me, se c'andavo quando avevo quattordic'anni vuoi che non possa andarci ora che ne ho dodici di più?
Il primo passo è trovare l'abbigliamento adeguato.
Non devo vestirmi come se andassi a bere l'aperitivo, ok, ma devo vestirmi come quando avevo quindic'anni? Ma come quando avevo io quindic'anni o come le quindicenni di oggi?
Dopo aver scartato varie gonne e tshirt decido di vestirmi da figa, che a tenermi il giubbotto addosso al massimo faccio sempre in tempo.
Viene a prendermi la mia amica ed andiamo.
Per sicurezza m'ero pure stampata le indicazioni di gugolmaps e la cartina, non si sa mai.
Mentre stampavo tra l'altro s'era avvicinata la mamma: dove vai di bello stasera? Mah, ad un concerto. Di chi? Di un gruppo. Dove? A sessanta km. Ah, e dove lo fanno? In una discoteca? No. In un palazzetto dello sport? Non proprio mamma. In un locale? Ecco si, mamma, un locale, diciamo così.
Ovviamente nonostante la cartina stampata e le indicazioni chieste tre volte (tra cui quelle al casellante) ci perdiamo.
Finalmente arriviamo nel paesino dove si tiene il concerto.
L'unico posto illuminato è la chiesa, ma pensiamo che forse non sia il luogo che stiamo cercando.
Poco dopo la chiesa ci appare, spettrale lo scheletro di una (credo) scuola elementare.
E' il posto che stiamo cercando.
Il muretto del cancello è stato verniciato di rosso e la scritta gialla mostra una falce e martello ed il nome del centro popolare occupato.
E' buio.
Il cancello di ferro porta la scritta spray: occupare è giusto.
Sotto: Spasso carrabile.
Entriamo, e oltrepassati i primi erbacci uno strano senso di disagio si impossessa di me.
Mi dico: no, non può essere, quando ero alle superiori ci venivo (non spesso, è vero) ai concerti in questi posti, non mi possono fare effetto… perchè mi fanno effetto?
Superata la scuola ci dirigiamo a quella che sembra essere stata la palestra (credo) si sente della musica e ci sono alcuni ragazzi fuori.
Sulla porta un cartello ci dice che l'entrata è cinque euro.
Dò cinque euro del mio stipendio a tre ragazzi con la felpa ed il cappuccio che mi fanno una stella blu sulla mano con un pennarello.
Mi viene da dire: dimmi che non è indelebile ma capisco che è il caso di stare zitta.
alcuni banchi, un biliardino, ed un gruppo di ragazzi attorno ad una lavagna. Un paio di bottiglioni di vino e qualche cassa di birra. I prezzi sono sulla lavagna.
Sotto un cartello ci avverte che lo spritz costerà treurocinquanta per aiutare i poveri ragazzi dei centri sociali del Nordest della Germania che sono stati ingiustamente sgomberati.
Alcune tende di plastica sono state attaccate alla meno peggio per dividere gli ambienti.
Trovo il mio amico. Abbracci e sembra sia una vita che non ci si vede, e come ci si vuol bene.
Oltrepassate le tende si apre un locale con i muri colorati di rosso, ci sono dei ragazzi che fumano, altri che si abbracciano. Una coppia si bacia. Due cani ci guardano.
Il gruppo inizia a suonare. Bravi.
Dopo la prima canzone un ragazzo dall'accento molto forte e dalle scarse competenze dice che il dodici febbraio è una data importante. L'anno scorso alcuni compagni (dice proprio così, io pensavo lo usasse solo papà per prendersela con chi non vota come lui, e invece no, c'è gente che usa ancora il termine compagni) sono stati sgomberati, ma noi…
Continuo domani.

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