Disse in un momento a un po' di km di distanza, ma non i troppi soliti, disse che le parole limitano, che era meglio non dire niente.
Le parole le hanno già inventate, quello che ci hai colorato tu nella tua testa, l'immagine che ti danno una volta pronunciate, potrebbe anche non essere quello che la maggioranza considera come il significato.
Le parole mi sono sempre servite, per dire chi sono, chi sei, chi era, chi ero, che cosa? Se poi le mie parole non corrispondono a quello che nella tua storia quelle parole significano?
Allora, meglio non usarle, le parole.
C'ero rimasta male quel giorno.
Perchè privarmi di usare le parole?
Ieri sera ho capito.
E' stato un lampo, in cui avrei potuto dirne tantissime di parole eppure neanche una era adatta, neanche una andava bene, neanche una.
Eppure ne ho imparate tantissime di parole. Eppure potrei usare anche quelle delle altre lingue, ma nessuna diceva niente di quel momento. Tutte le parole erano state usate in altre mille occasioni che non erano quella di ieri sera.
In quel preciso momento di due secondi, che sono durati due anni e mezzo, o forse anche di più, io cercavo con il programma di ricerca piu' veloce e con il repertorio più vasto possibile e non riuscivo a trovare nessuna parola decente, anche simile, anche vicina, anche per approssimazione.
E allora mi sono arresa.
In certi momenti non servono parole.
Perchè quelle giuste le devono ancora inventare.

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