Buongiorno a tutti,
qui è l'ora dell'inno nazionale.
Viene diffuso dagli altoparlanti presenti in tutta la città, non sia mai he se abiti in periferia ti perdi questo gradevole suono.
Ogni venerdì, infatti, in ogni scuola elementare, media e superiore alle ore sedici e trenta tutti gli alunni si radunano nel cortile, si emttono in fila indiana, suddivisi per classi. Dietro a tutti la fila di professori, e un due tre, si canta tutti l'inno nazionale. Il preside dall'altra parte, spesso in piedi su un leggio, osserva compiaciuto e dà ordine all'alunno più bravo a pochi metri da lui di fare l'ammainabandiera.

Finito l'inno, tutti si salutano educatamente e tutti a casa.
Sia mai che poi ci si perde il momento in cui dai megafoni verrà fatta cantare la terza (o la quarta? ho perso il conto) preghiera del giorno.

Ieri sono stata accompagnata ad una visita ufficiale da un signore che un tempo era professore di matematica ed ora si occupa dei programmi europei. Simpatico, affabile, baffetti bianchi e pancetta. Nel viaggio di ritorno mi ha detto che non vede l'ora di farmi leggere la traduzione inglese del Corano.
Non vedo l'ora neanch'io.

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