In realtà non sento la tristezza di essere da sola e lontana questo Natale solo finchè non accendo la televisione e metto sui canali italiani, dove tutti parlano di Natale, di feste, di pranzi, di famiglie, di volersi bene.
Ma siccome proprio ieri è successa una cosa bella, la devo annotare.
Sennò quando sarò vecchia e questo blog si potrà leggere solo con qualche complicatissimo apparecchio disponibile solo negli archivi speciali, questi giorni mi sembreranno importanti solo per aver passato il Natale da sola e lontana.
Ed invece no, ta dà!
Insomma, io che ne so di come dovrei dirlo perchè restasse ad imperitura memoria.
Ecco, facciamo così. Prendiamola larga.
Diciamo che nel volo di ritorno pensavo che ciò che distingue le storie passate da quelle presenti è la catena relatività – unicità.
Mentre stai con una persona tutto ti sembra così diverso, quella persona ti sembra così diversa dalle altre e ti chiedi se quelle sensazioni che stai provando siano le stesse che provavi quando eri più piccola, o in altri momenti, e ti rispondi di no, che non è possibile, perchè te le ricordi bene le storie di prima. Erano tutte uguali. Quando ci si lascia (molto probabilmente per superare tutto con scioltezza e senza farsi troppo male) si finisce per credere che la storia appena finita avesse da subito tutte le caratteristiche che hanno tutte le storie d'amore, e se questa cosa o quell'altra là non funzionavano allora doveva assolutissimamente finire in quel modo, e se io mi comportavo così era perchè è tipico delle storie di quel genere comportarsi in quel determinato modo.
Insomma, quando siamo fuori, guardiamo noi stessi ed le nostre storie come relative, normali, e simili, similissime a quelle di tutti gli altri.
Quando invece siamo dentro vediamo la nostra storia come una cosa unica, è impossibile che gli altri capiscano, perchè quello che provo io lo so solo io e neanche l'altra persona può capirlo perfettamente perchè solo io so quello che sentono i miei occhi ed il peso che sente il mio cuore al filtro di sicurezza.
Insomma, quello che è successo ieri è un fatto che mi ha fatto pensare che io, io non lo posso proprio spiegare con le parole quello che provo in questo momento.
Perchè nessuno capirebbe.
E poi, anche, ci sta un:
🙂
Ecco!

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