La moschea che si vede dalla mia finestra

La moschea che si vede dalla mia finestra mi ha guardato malissimo l’altro giorno.

Secondo me perchè su Raiuno stavano facendo la messa del Papa.

Negli ultimi giorni sono finalmente entrata a contatto con gli stranieri che vivono qui (cosa quasi incredibile, eppure anche qui vivono stranieri), ovviamente l’allarme francese in zona è già scattato, ed ha suonato tutta la sera, io ho fatto finta di non fare caso alla lucetta rossa ed al suono che continuava a fare neonoeneneneoooooneeeeeooo nella mia testa, sappiamo tutti che ormai sono diventata grande e matura e non c’è assolutissimamente niente di cui preoccuparsi.

Proprio mentre facevo queste riflessioni mi si presenta un turchetto. Ciao turchetto, ho detto io facendo quella che le cose le sa. Ciao ragazzetta, m’ha detto lui (senza inflessione veneta, però). Io sapendo le cose che so, ho fatto proprio finta di occuparmi degli altri, di parlare con a lituana e di ascoltare le discussioni sull’entrata nella Ue della Romania da parte di un greco ed un lettone (ne vogliamo parlare invece del contributo economico che danno i vostri due Paesi di provenienza, mi sarebbe venuto da ribattere al lettone supponente – un pezzo di figliolo sui due metri- ma ho sospirato e fatto finta di niente) e ecco, io al turchetto non c’ho fatto caso.

E poi lì per lì m’ha smorzato tutto dicendomi che i miei capelli non gli piacciono, e scusa, potevo fare a meno di insultarlo e smettere di parlargli? No, non potevo esimermi.

Salvo poi arrivare a casa e trovarmi una mail, del suddetto turchetto con scritto: sai non vedo l’ora di rivederti, era una battuta, non hai idea di quanto mi piacciano i tuoi capelli ricci.

Ma noi, resisteremo anche a questo.

(Si? Si!)

(Meno sei all’Italia, con quanto in essa contenuto, che non è solo maiale, per fortuna)

ps: ieri sera, cena internazionale: ma sei italiana? Si, allora ti canto una canzone che so in italiano, vuoi? Mah, se proprio devo… Che bella cosa…

Ma tra tutte le canzoni… ma io non so!!!) (Sbatte fortemente la testa contro il muro)

Autore: virginiamanda

Arrivata per ultima in una famiglia dove il regalo più frequente è una valigia, si ritrova con tutti i difetti della figlia minore (ehi! Guardatemi! Sono qui! Sono divertente anche! Sto su un piede solo! Guardatemi!) più tutti i difetti della vagabonda (ma in quale casa avrò lasciato quella valigia/quei libri/quei vestiti/questi stivali). Pur essendo veneta non è leghista, pur avendo fatto il classico non sa il greco, pur avendo fatto l'università non sa ancora scrivere correttamente, pur avendo un papà che legge il Giornale non è berlusconiana, pur avendo lavorato al check-in di un aeroporto non ha ancora imparato a non farsi sgamare con i kg di troppo in valigia, pur avendo preso parecchi treni ed aerei non ha ancora imparato a non perderli, pur avendo traslocato almeno trenta volte non ha ancora imparato a farsi una valigia essenziale, pur amando viaggiare non ha ancora imparato a guidare, pur avendo avuto "varie" storie sentimentali continua a dire: è la prima volta che sono così cotta/perduta/innamorata. Spera di re-incarnarsi un giorno in Amanda Lear e/o in Shakira

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