Tutti chiedono.
Ma anche tutti zitti.
L'anno scorso quando sono tornata tutti mi chiedevano perchè, e com'era andata in Spagna, e com'era, e la città, e il lavoro, e l'uomo… tutti sapevano.
Io all'inizio quasi mi sentivo lusingata, guarda, c'è gente che si interessa, che vuole sapere come stai…
Non è vero.
E' solo che sapere che tu non ce la fai dà a loro un motivo per sentirsi rassicurati nelle vite che non hanno scelto di vivere.
Sapere che tu fai, ti butti, ti lanci, cadi, ti fai male, fai delle sonorissime figure di m*rda (a proposito c'è un posto qua vicino che si chiama M*rda, senza asterisco, e fa kebab… un giorno vado a mangiarci e poi vi dico) sei costretta a scusarti ed ad arrossire, li fa sentire più tranquilli.
Ah, sembrano quasi dire, glielo leggi negli occhi il sollievo, aaah, e visto che si stava meglio a casa…
No. Non si stava meglio a casa.
O meglio a casa ci sono cose che ovviamente non ci possono essere altrove, perchè c'è la mamma e c'è il papà e ci sono i ricordi della tua infanzia e di quando avevi i tuoi fratelli vicini. Ma a casa c'è anche la nebbia sei mesi l'anno, non c'è lavoro, ci sono ragazzi con cui non puoi iniziare una conversazione perchè non sanno che schermirsi, c'è tantissima ignoranza, c'è gente che non riesce a parlare un italiano corretto, c'è gente che crede di essere arrivata nella vita perchè ha speso 450 euro di cintura di Gucci, c'è gente che s'è sposata a vent'anni pur avendo la possibilità di studiare e viaggiare, c'è gente che ti guarda dall'alto al basso perchè non ti ricordi che i fuochi che senti sono per la sagra del Paese.
Io non lo so più se volevo parlare di questo. Però quello che volevo dire è che non mi sento nè meglio nè peggio di tanta gente, non mi sento più intelligente o più brava perchè so prendere un aereo (ma soprattutto so perderlo con classe)… quello che volevo dire è che non capisco che bisogno abbiano gli altri di inserirti in un confronto costante, e perchè debbano valutarti in termini di perdita o vittoria.
Io ho accettato delle sfide. Ma non sono mai state altre persone ad impormele.
Me le sono imposte io le sfide e di volta in volta ho dovuto fare i conti all'inizio, a metà e alla fine per potermi dire brava o mussa*.
Ma se io non ti chiedo il voto, perchè tu me lo vuoi dare?
Hai fatto tu le tue scelte nella vita?
Hai accettato le sfide che ti venivano proposte dalla vita (e non dai tuoi genitori o dagli amici o dai nonni)?
E allora stai sereno, no?

*Mussa: asina in veneto

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3 pensieri su “

  1. anonimo ha detto:

    o magari alcuni chiedono perchè invidiano.
    invidiano chi è stato capace di buttare il cuore oltre l'ostacolo; invidiano chi cade, ruzzola, si sbuccia le ginocchia e poi si rialza e continua a correre.
    e magari sperano che le parole di coloro che il fegato non lo usano solo per filtrare l'alcool possano essere in qualche modo d'aiuto o di stimolo o d'ispirazione o chennesò.
    io amo la gente che ruzzola, tutto qua.

    ^^
    #3

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