Qua è come stare in Italia.
Le differenze sono: al posto delle campane c'è il tizio che canta dal minareto cinque volte al giorno, ci sono più donne con il velo in testa rispetto all'Italia, non i tutti i locali servono alcol, la gente si fa sempre i fatti tuoi, ah o quello pure in Italia.
Ah, poi non si può mangiare maiale, i cibi hanno un gusto diverso (anche gli hamburger di carni non suine hanno proprio un sapore diverso, conditi con mille spezie direttamente nell'impasto) e gli uomini per strada ti guardano allupati. Beh si, quello anche in Italia, ma qui di più.
Io non capire.
La gente qui si chiede perchè non li lasciamo entrare in Europa. Il preside un giorno mi fa: "Secondo me non ci lasciate entrare in Europa perchè siamo mussulmani". No! Ho detto io quasi offesa.
Nelle cose di tutti i giorni sono ca**oni come gli italiani, e allora, dico io, se devo stare in un posto dove le cose si rimandano, la burocrazia è infinita e la gente si fa i fatti tuoi continuamente, me ne sto in Italia, dove almeno mangio maiale e bevo alcol.
Quello che posso dire io è che non li possiamo lasciare entrare in Europa.
Non è vestendosi all'occidentale per imposizione (nel 1923 un condottiero famosissimo qui, di cui non farò il nome, impose alla cittadinanza di vestirsi come gli europei, smettendo gli abiti di tipo arabo) che si diventa europei.
Non nel senso che intendo io.
Qui le persone non sono libere.
Io mi posso lamentare del mio Paese, del mio Primo Ministro (anzi, mi manca proprio lamentarmi un po' di Silvio, sta bene? Fa lodi? Tutto bene a casa? E Fini? Che dice?), dei trasporti che non funzionano come dovrebbero, e dire che non mi va bene. Non mi arrestano. Non mi fanno niente. Posso anche dire che Mussolini era una brava persona. Non mi arrestano (si, ok, c'è il reato di apologia del fascismo, ma siamo seri, in quanti casi viene applicato al comune cittadino?) se voglio posso anche iscrivermi a forza nuova, e pure alla Lega Nord, che fortuna!
Qui no.
Dalle elementari fino all'università ti insegnano che devi avere profondo rispetto e devozione a quel condottiero là sopra, che sennò saresti come in Iran.
In Iran non ci sono ancora stata, ma quando c'andrò vedrò.
Ti mettono un'uniforme il primo giorno di scuola e te la tolgono quando esci, dopo l'esame di maturità.
Ti insegnano l'inno nazionale e te lo fanno cantare due volte alla settimana, in rigorosa fila indiana e guai a chi si muove.
Impari a non comportarti male, a studiare, a non avere grilli per la testa. Tanto a diciotto anni c'è la leva obbligatoria, anche se vai all'università, anche se hai un lavoro fisso.
Impari a non parlare di certi argomenti, perchè se ne parli devi abbassare la voce, perchè gli altri pensano che tutto vada bene così.
Se sei una donna impari a non entrare in certe caffetterie, perchè sono solo per uomini. Identiche alle altre, ma solo per uomini.
Se sei una donna impari a vestirti come ti pare, si, ma fino a quando ti sposi, che poi ti mettono un velo in testa e smetti di occuparti del tuo viso e dei tuoi capelli.
Ed a sederti solo nelle file riservate a te negli autobus.
E se non c'è posto vicino ad una donna? Rimani in piedi, o aspetti quello dopo.
Impari a non dire la tua opinione politica, se è contraria, a dire che va tutto bene, che è tutto bello, che sei così orgoglioso/a del tuo Paese e del tuo Padre fondatore.
Prova a non farlo.
Su youtube passava un video di dileggio di quel caro padre fondatore, e hanno oscurato il sito.
Capito?
Qui il Governo decide cosa è meglio per te, privato cittadino.
Si, sarà anche vero che tu lo voti il tuo Primo Ministro ma poi ti disinteressi del problema, perchè tanto, non puoi fare niente.
Come? Protesti? Manifesti?
Si. Certo. Come no.
Io le ho viste le manifestazioni di protesta a Istanbul. Una trentina di persone con i cartelli che scandivano slogan per la strada principale, e quaranta sbirri in tenuta antisommossa davanti e quaranta dietro che li scortavano.
Si vede che ci tengono particolarmente che tu manifesti bene.
E' un governo che decide di proibire la carne di maiale. Lo so che sembro un disco rotto, ma a me colpisce. Nessuno in Italia si sognerebbe di chiedere al governo di proibire l'importazione di sapone pechè nel Levitico si dice che è peccato usarlo. E' un governo che decide per te. Non un governo che fa delle leggi trovandosi davanti ad uno stato di cose e cercando di farlo funzionare meglio, come avviene in Italia, è un governo che pretende di cambiare completamente lo stato di cose tramite imposizioni, forza ed esercito in qualsiasi punto delle città.
Poi la gente è simpatica, ospitali fino al midollo, cercano sempre di trattarti bene.
Si però.
Finchè non riescono a parlare di quello che vogliono per la strada ed a guardare quello che vogliono su internet e a mangiare quello che vogliono dal supermercato, secondo me, non possono entrare in Europa.
Insomma, qua è come stare in Italia.
Ma in Italia si sta meglio.
(L'ho detto)

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