IL PESO DELLA VALIGIA

Io lo devo ammettere. Dopo aver cercato di negarlo e di nasconderlo… io a Ligabue voglio bene.
Se ci penso, per quanto lo si possa riconoscere come un gran paraculo e concertomane e "questo è l'ultimo! no scherzetto!"….
Io mi ricordo un Miss Mondo'99 che andava in loop nel camper dei genitori di due sorelline amiche mie, mentre tornavamo dal mare. Il primo ricordo che ho di loro due assieme. Io uscivo sempre con quella più grande: una decisa, che è ancora così. E quella più piccola credo di averla conosciuta quel giorno: timidina, più grassottella ma le sapeva tutte. Le cantavano a memoria, mentre fuori c'era il sole. Prima ancora c'era stato Buon compleanno Elvis, l'avevo portato al camposcuola Alice, una più grande di un anno, che frequentava la mia scuola media, e – come molte delle ragazzine che conoscevo in quel periodo- correva dietro a mio fratello.
Poi mi ricordo che nel viaggio in corriera verso Praga io e Silvia ascoltavamo e cantavamo Piccola Stella senza cielo dal lettore cd, ognuna con una cuffietta ed ognuna forse desiderando che qualcuno un giorno ce la dedicasse.
E poi mi ricordo "Ho messo via" cantata nello studio di Red Ronnie nei miei pomeriggi nullafacenti da tredicenne davanti alla tv che non prendeva Mtv e doveva accontentarsi di Tmc2.
E poi mi ricordo l'estate passata a cantare "signora troia agita il culo" di "bar Mario" tra il parco al pomeriggio e la sdraio la domenica al mare…
Poi ricordo anche la mia amichetta bionda che rideva sempre che un paracarro mi ha portato via troppo presto e che mi viene in mente ogni volta che sento "Kay è stata qui"…
E ricordo una macchina che corre tra la nebbia mentre appena ritrovate io e la mia amica di sempre che è andata ad abitare troppo lontano ci squarciamo la gola cantando (perchè a volte la radio sembra aver capito chi sei) "niente paura si vede la luna persino da qui" pensando tutte e due a quando ognuna la cantava nella propria cameretta, io guardando il cielo spagnolo e lei quello africano…
E penso a "Nome e cognome", pubblicato paraculamente tre giorni prima di quel concertone a cui andai anch'io… e mentre girava sullo stereo ricordo il vino rosso ed il divano e la corsa del giorno dopo quando arrivando alla prima canzone scattando verso il palco dove c'erano tutti e c'era anche lei, lei a cui l'avrei detto subito le sono corsa incontro e saltandole al collo le ho urlato all'orecchio che ieri si, ieri si, anche per me… ed abbiamo saltato, contente e felici sotto il palco dove Ligabue aveva appena iniziato ad urlarci nelle orecchie "tienimi su la luce, fatti vedere meglio, fare l'amore o il sesso, qui non è più un dettaglio"…
E mi ricordo di essere stata una di quelle che mancano e sanno mancare e vogliono ballare un po' di più mentre stavo in Francia ed avevo appena lasciato lui. Al limite del piacere, al limite dell'orrore, conoscono posti in cui non vai. Le donne lo sanno le donne l'han sempre saputo…
D'aver avuto nelle orecchie un colpo al cuore ed un colpo all'anima l'ultima volta che mi sono innamorata e sono andata a prendermi un colpo all'anima tra le montagne…
D'essermi cantata sottovoce Bambolina e Barracuda la notte in cui scappavo dalla casa spagnola e dallo spagnolo inutile…
Cerco un argomento, recitare la mia parte… si farebbe molto prima se lei tornasse vestita solo del bicchiere…
D'aver cantato sono viva abbastanza (cambiandolo spesso in sono figa abbastanza) sono viva abbastanza, per di qua comunque vada, sotto un tunnel fiorentino, mentre tutti mi volevano un po' più santa un po' più nuova un po' più normale, perchè c'era chi voleva le mie scuse, perchè ciò che ero l'aveva offeso…
E poi mi ricordo che dopo un anno da quel saluto alla stazione di Bologna, mi arrivò un'email che diceva "io e te ne abbiam vista qualcuna, ed abbiamo capito per bene il termine insieme… è andata come doveva, come poteva quante briciole restano dietro di noi, o brindiamo alla nostra o brindiamo a chi vuoi… nessuno dice mai se prima o se poi, ma forse qualche dio non ha finito con noi, ognuno i suoi sbagli, è un peccato per quelle promesse oneste ma grosse, l'amore conta… e conta gli anni a chi non è mai stato pronto… nessuno dice mai che sia facile, grazie per il tempo pieno, grazie per la te più vera, grazie per i denti stretti, i difetti, le botte d'allegria"…
E d'aver sorriso, di quel sorriso triste, consapevole che forse qualche dio non avesse davvero ancora finito con noi, con gli abbracci in lacrime, con la testa appoggiata alle spalle nel treno notturno Nancy- Parigi, con le telefonate Spagna-Italia, con i pianti e gli scoppi di risa, con i ti amo che volavano in macchina.
Tutta questa storia, tutta questa vita per arrivare a sentire quindici volte al giorno "forse sono stati tanti posti, tutti da straniera, il futuro è tutto da vedere, tu lo vedi prima, mi sorridi vuoi che mi prepari, e anche quando si gelava, con la luna già cambiata, eri solo più lontana… nemmeno un bacio che sia stato mai sprecato, nemmeno un gesto così, tanto per, così, più ti guardo meno lo capisco che giro hai fatto, ora parte tutto un altro giro ed ho già detto tutto" mentre uno ieri sera, al semaforo rosso, mentre mi giro e vedo il manifesto del concerto a Bologna, mi chiede: ma a te piace Ligabue?

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