L’ITALIA DI PIERO

Sono uscita con un mio amico ieri sera.
Uno di quei giganti buoni alti tre metri che nel giro di tre ore offre dieci sigarette ad ogni passante che lo fermi e gliele chieda, solo perchè è incapace di dire di no.
Uno di quei fiorentini innamorati perdutamente della loro città, che passerebbero ore a raccontarti di come siano fortunati ad esserci nati ed a viverci ancora.
E' la persona più buona che io conosca. E fa ridere, ridere tantissimo. Ha un sacco di pregiudizi da bravo campanilista, perchè crede che in giro per l'Italia non ci possa essere niente di buono se non è nato a Firenze, o proviene da Firenze o per Firenze c'è passato almeno una volta di sfuggita.
E allora eccolo a criticare "quelli del nord", che insomma con quest'accento, ma come parlate, ma poi lavoro lavoro lavoro lavoro ma chi ve lo fa fare (lui fa due lavori, uno di giorno e uno di notte ed è la persona più lavoratrice che io conosca, lo dice sempre anche lui "nella mì vitha ho sempre lavoratho come un sciuho"), e poi che gente al Nord, davvero, io non vi capisco (la sua fidanzata è di Brescia, ha un accento intollerabile e lui la adora in tutti i modi in tutti i luoghi ed in tutti i laghi), ed eccolo a criticare quelli del Sud (i suoi nonni sono siciliani, come pure la sua ex, ma è un dettaglio). Insomma, è buono, non farebbe male ad una mosca, ma ha i suoi pregiudizi, che però non modificano la vita di tutti i giorni. Anzi, li usa per parlare ed alle parole si fermano. Io sorrido e lo lascio parlare, tanto so che la vita lo contraddice, e che in fondo lo sa anche lui.
Incontriamo una sua amica. Stamartina inizia a criticarlo, e sale improvvisamente sulla cattedra di quella che ne sa, perchè lei dei parenti del patrigno in Calabria. Stamartina ne sa, eccome se ne sa. E tu non puoi pensare che quelli del nord siano in un certo modo perchè io lo so (certo che quell'accento mi fa venire i brividi e io se potessi le ammazzerei tutte ste fighette milanesi) e neanche che quelli del sud siano cosà perchè io lo so…
Ho avuto quella sensazione di aver davanti la tipica elettrice del Pd: tante belle idee da sbandierare e da vomitare in faccia agli altri, criticandoli dalla sua presunta superiorità, per poi nella vita non metterne in pratica neanche una. (-Nata, vissuta – probabilmente un giorno pure ci creperà- a Firenze, fidanzato fiorentino, amichetti fiorentini e nessuna voglia di mettere il naso fuori da lì).
Ovviamente ognuno fa i conti con la propria esperienza.
Io nella mia ho avuto dei datori di lavoro veneti e lombardi che non mi hanno mai messo in regola.
Ho conosciuto lombardi e piemontesi esuberanti, espansivi ed amichevoli. Ho conosciuto campani e siciliani schivi e timidi.
Ho conosciuto veneti e friulani ospitali e ridanciani.
Ma anche tanti ma tanti ma tanti ma tanti imbecilli e posso dire che erano equamente ripartiti tra Veneto, Lombardia, Toscana, Campania, Lazio, Liguria, Sardegna…

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0 pensieri su “L’ITALIA DI PIERO

  1. anonimo ha detto:

    ho capito vah! fonderò un comitato di salvezza per le fighette milanesi.ciao neh, sono appena tornata. tu sarai appena partita immagino…chi è che diceva che le categorie servono per non impazzire e organizzare il pensiero?ah non vorrei rigirare il coltello nella piaga ma, anche se sto bene a casetta mia, spagna del nord batte italia del nord (escluse alcune cosucce) senza ombra de dubios!baciiinerup.s. poi sei passata da milano? cosa? meglio un'email eh? sì occehi.

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